Emozione animale

”Oggi sappiamo per certo, ma lo abbiamo istintivamente sempre saputo, che gli animali possono soffrire esattamente come gli esseri umani. Le loro emozioni e la loro sensibilità sono spesso più forti di quelle umane. Diversi filosofi e capi religiosi hanno cercato di convincere i loro discepoli e seguaci che gli animali non sono altro che macchine senz’anima, senza sentimenti. Chiunque però abbia vissuto con un animale – sia esso un cane, un uccello o persino un topo – sa che questa teoria è una sfacciata menzogna, inventata per giustificare la crudeltà.”  Isaac Bashevis Singer, Premio Nobel per la Letteratura nel 1978

Per molto tempo i naturalisti non hanno riconosciuto l’aspetto emotivo delle specie animali, nonostante Charles Darwin avesse dichiarato che “non c’è differenza fondamentale tra l’uomo e I mammiferi più evoluti per ciò che  riguarda le loro facoltà mentali”.

La ricerca scientifica avanzata è arrivata invece alla conclusione che gli animali reagiscono alle stesse spinte emotive degli esseri umani.

L’emozione più primitiva, indispensabile alla sopravvivenza  negli animali è sicuramente la paura. Le posizioni che assumono gli animali di fronte al pericolo comunicano timore: lo sguardo basso del cane di fronte al rimprovero del padrone, le orecchie appiattite del gatto, la posizione del corpo di un uccellino di fronte a un predatore.

“Le emozioni animali esistono e si sono evolute per essere un collante sociale.” Mark Bekoff, professore di etologia e biologia evoluzionistica all’Università del Colorado

Studiando altri comportamenti si è giunti alla conclusione che anche gli animali sperimentano l’emozione della gioia.

Alcuni comportamenti che non sembrano avere nessun tipo di ritorno positivo sono associati ad un sentimento di gioia o di eccitazione.

Quando saltano sulle onde sembra proprio che i delfini lo facciano per puro divertimento.  I cigni che fanno il surf sulle onde, i gatti che si fanno accarezzare o i cani che si rivoltano sulla pancia per farsi fare le coccole mostrano tutti l’emozione della gioia.

“Studi sulle espressioni facciali di topi e conigli, ricerche di imaging cerebrale dei cani e analisi dei cambiamenti ormonali di molte specie, dai pesci alle scimmie, rivelano forti risposte emotive di piacere.” Jonathan Balcombe

Un’altra emozione animale è sicuramente  la tristezza dopo la morte di un componente del gruppo. Il grande etologo Konrad Lorenz descrisse lo stato di profonda tristezza di un’oca selvatica alla morte di un compagno.

Molti etologi sono inoltre convinti che elefanti, scimmie, orsi e cavalli abbiano la capacità di piangere in modo del tutto simile a quello umano.

“Sono certo che la maggior parte degli etologi oggi è d’accordo sul fatto che molti animali siano esseri dotati di sentimenti.”

Jonathan Balcombe

Gli animali piangono in particolare, quando sono in prigionia o quando sentono che la loro vita è in pericolo, quando soffrono per dolore, paura, stress o tristezza, per la  perdita di un protettore, per esempio quando un cucciolo neonato viene separato dalla madre.

I più sensibili del regno animale sono i mammiferi: fra questi, i vitelli, che piangono quando separati dalla madre.

I cavalli in quanto animali sociali hanno bisogno di stare in contatto tra di loro.

Alcuni studiosi  hanno stabilito che ai cavalli non piace vivere in box separati, lo vivono come un isolamento e causa loro stress e depressione.

 

“Le emozioni come quelle collegate al lutto potrebbero servire per ricostruire le relazioni interne del gruppo e sostituire il morto nel suo ruolo riproduttivo o ancora per dare un senso di continuità al gruppo stesso.” Mark Bekoff

Gli elefanti sono animali di straordinaria intelligenza e sensibilità.

Gli elefanti africani in lutto tornano nel luogo dove sono morti i loro parenti e sono stati osservati mentre annusano, toccano e sollevano le loro ossa.

Gorse è il Fiore di Bach della Speranza.

In tutti i casi in cui gli animali manifestano depressione e tristezza. Quando sperimentano dolore per la perdita del genitore o del compagno oppure depressione per mancanza di movimento adeguato.

Quando l’animale è in difficoltà ha estremo bisogni di Fiori e questi possono rendere più tollerabile la difficoltà, ma occorre anche da parte nostra modificare il nostro comportamento o l’ambiente.

La descrizione del Dr Bach: “Per i casi di grande disperazione, per chi non crede più che si possa ancora fare qualcosa per loro. Se gli altri insistono o per far loro piacere si sottopongono a nuove cure, ma sostenendo che ci sono ben poche speranze di miglioramento.”

 

Ha commosso il mondo  il pianto dell’elefante Raju.

«Raju ha vissuto per 50 anni un’esistenza miserevole, in catene ogni ora del giorno. Un atto di intollerabile crudeltà, tanto più che le catene erano chiodate e, a ogni movimento del corpo, un chiodo entrava nella pelle lacerandola. Ma quello che ha lasciato tutto il team esterrefatto, appena tagliate quelle maledette catene, è stato vedere le lacrime scorrere dagli occhi di Raju, perché lui aveva capito di essere finalmente libero.”  Pooja Binepal, esponente dell’associazione zoofila inglese

 

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