Sguardi

 “Ciò che nei grandi artisti si chiama creazione altro non è che un modo particolare

di vedere, coordinare, tradurre o riprodurre la natura.”

Delacroix
 L’occhio è uno strumento che si è evoluto in milioni di anni per permettere agli esseri umani e al mondo animale di trovare la propria strada nel mondo, riconoscere gli amici,  evitare i nemici o gli ostacoli dell’ambiente e così poter sopravvivere.

L’alternarsi di zone di luce zone in ombra sulla superficie degli oggetti permette di indentificare la forma e di elaborare tutte le informazioni, che il nostro occhio trasmette al cervello.
“Lo sguardo è costruzione umana, artificio, come la parola, la scrittura e ogni forma d’arte.” Maria Lai

Le informazioni che arrivano al cervello sono innumerevoli e per non essere sommersi da tutti i messaggi che provengono dall’esterno la nostra percezione è diventata selettiva.  Questo ci consente di poter imparare e osservare e  la nostra attenzione è rivolta a una specifica funzione, a uno scopo specifico. I cacciatori primitivi avevano sviluppato un “occhio” particolare per le impronte degli animali da cacciare.

I pittori hanno sviluppato un occhio particolarmente sensibile alle modificazioni della luce.  La selettività dell’”occhio del pittore”  è quella di prestare attenzione e selezionare certi aspetti della realtà per costruire un’immagine nel mondo visibile.

Il pittore lavora continuamente con il suo sguardo e quando non dipinge con le mani, continua a “dipingere con lo sguardo” individuando in tutte le cose che osserva particolari che in un secondo momento trasferirà sulla tela.

La magia della pittura ha origine sulla retina dell’occhio del soggetto che la dipinge e continua su quella dell’occhio che la contempla.

“I pittori vedono nelle ombre e nelle sporgenze molto più di quanto vediamo noi.” Cicerone

A differenza dei pittori che possono cambiare sguardo durante la produzione delle loro opere,

i fotografi sono invece obbligati a pensare e guardare in anticipo l’immagine in tutti i suoi dettagli prima di scattare, perché lo scatto ferma in modo indelebile l’immagine e separa l’intenzione dal risultato.

Le strade del fotografo e del pittore hanno con un diverso rapporto con la realtà e si separano già nello sguardo che i due gettano sul mondo.

Beech- Image courtesy of The Bach Centre

 Beech è il Fiore per chi ha uno sguardo particolarmente critico nei confronti dell’ambiente e del prossimo, per chi nota subito i difetti altrui e li fa  notare per un desiderio di armonia e bellezza.

Si è pronti a vedere “la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non la trave nel proprio”.

Il rimedio aiuta ad essere più tolleranti e a sfruttare al meglio la propria capacità di visione e di giudizio.

La descrizione del Dr Bach:
“Per coloro che sentono il bisogno di vedere maggior bontà e bellezza in tutto ciò che li circonda. Sebbene molto appaia sbagliato, sentono di avere la capacità di vedere quanto c’è di buono in ogni cosa. Per essere più tolleranti, più indulgenti e per meglio comprendere le differenti vie in cui ogni individuo e tutte le cose si adoprano per arrivare alla propria perfezione finale.
 
“Se nella filosofia e nella scienza il pensiero collabora con l’immaginazione, l’immaginazione ha origine nello sguardo, parte dalla concretezza del corpo umano.” Maria Lai

“Dal corpo lo sguardo si lancia come un sasso nel vuoto di una distanza per tornare come una eco a farsi voce, parola, pensiero, invenzione.” Maria Lai

“Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle.” 

Winston Churchill

“Due persone che si guardano negli occhi non vedono i loro occhi, ma i loro sguardi.” Robert Bresson

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