u·to·pì·a

“I problemi del mondo non possono essere risolti da degli scettici o dei cinici i cui orizzonti si limitano a delle realtà evidenti. Noi abbiamo bisogno di uomini capaci di immaginare ciò che non è mai esistito.” John Fitzgerald Kennedy

Utopìa è il termine coniato da Thomas More nel 1516 per descrivere una società idealizzata, che non trova riscontro nella realtà e che viene proposta come ideale e modello. Formato dalle voci greche οὐ «non» e τόπος «luogo» significa «luogo che non esiste», ma ha anche il significato di ideale, speranza, progetto, aspirazione che non può avere attuazione.

“Chi crede nell’utopia è il vero sognatore, colui che non sogna a occhi aperti, ma prova a rendere reali i propri sogni. La storia è ricca di esempi di sognatori la cui visione nella società si basa sui principi di felicità, tolleranza, libertà, pace, autosufficienza e armonia con la natura. L’utopia è il posto in cui risiede il nostro cuore. Non è un “non-luogo” o un “altrove”, è qui e ora. Se lo cerchiamo. E’ il “posto giusto” che possiamo creare noi stessi, il sogno impossibile che diventa realtà. Se lo vogliamo.”  Arianna Rinaldo

E così nasce dal sogno di due donne “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”, un libro di speranza tutto al femminile e un caso editoriale.

“Sii sempre fedele a te stessa e non permettere mai a quello che dicono gli altri di distrarti dai tuoi obiettivi.” Michelle Obama  

Elena Favilli e Francesca Cavallo hanno deciso raccontare le storie di 100 eroine femminili e sessanta artiste di ogni parte del mondo hanno ritratto le protagoniste delle storie.  Le storie sono tutte diverse fra loro, ma le eroine hanno in comune la capacità di credere alla possibilità dell’impossibile.

“Difendi il tuo diritto di pensare, perché anche pensare erroneamente è meglio che non pensare affatto.” Ipazia

Proprio come le loro cento eroine le due autrici non hanno mai perso la fiducia nel loro progetto, nonostante la mancanza di appoggio dei diversi editori.

Il libro è quindi nato grazie al crowdfunding, la raccolta fondi ottenuta grazie a Kickstarter, e ha raggiunto la cifra record, per un progetto editoriale, di oltre un milione di euro.

“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo.” Maria Montessori 

“Tutta questa fiducia non è qualcosa che le donne sperimentano molto spesso. E noi non la diamo per scontata. Come potremmo? La maggior parte delle donne straordinarie che compaiono in questo libro non ha mai ricevuto niente del genere. Qualunque fosse l’importanza delle loro scoperte, l’audacia delle loro avventure, la portata del loro genio, sono state costantemente sminuite, dimenticate, in alcuni casi quasi cancellate dalla storia.  E’ importante che le bambine capiscano li ostacoli che le aspettano lungo il cammino. Ma è altrettanto importante che sappiano che questi ostacoli non sono insormontabili. Che non solo possono trovare il modo di superarli, ma possono anche rimuovere questi ostacoli per le bambine che verranno dopo di loro, proprio come hanno fatto queste grandi donne.”  Elena Favilli, Francesca Cavallo

“Sono colei che ha scalato la montagna della vita, rimuovendo i sassi e piantando fiori.” Cora Coralina

Larch è il Fiore di Bach della Fiducia in se stessi.

Per coloro che si considerano meno abili o capaci degli altri, che si aspettano di fallire nei loro intenti, che pensano non otterranno mai un successo e così non rischiano mai né fanno abbastanza sforzi per riuscire nella vita.

Il Rimedio sviluppa la capacità di agire senza preoccuparsi dell’esito poiché si è in grado di prendere l’iniziativa ed accettare eventuali rischi.

“Alcuni pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non è così. E’ l’opposto della volgarità.” Coco Chanel

“Piedi a cosa mi servite se ho le ali per volare?” Frida Kahlo

“Ah! Non c’è nulla come starsene a casa per un vero benessere.” Jane Austen

 “Vivo la mia vita ai margini della società e le regole della società formale non si applicano a coloro che vivono ai margini.” Tamara de Lempicka

“Tutti cominciano a muoversi non appena comincia la musica di Pata Pata.” Miriam Makeba

 

 

 

 

 

 

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