Scenari catastrofici

“Accogliere la vastità dell’insicurezza: in un’infinita insicurezza anche la sicurezza diviene infinita.” 

Rilke

A volte la nostra mente è bravissima a inventare scenari catastrofici.

“Proviamo un senso di impotenza quando la nostra paura arriva dal nulla e così facendo sembra fuori dalla scala ordinaria delle cose. Se abbiamo paura dei cani o di fare discorsi possiamo evitarli o imparare di più su di loro. Se abbiamo paura del nulla sembra che non ci sia nulla da fare.”

Stefan Ball

L’intelligenza offre enormi capacità di elaborazione, ma la stessa mente può creare paure e scenari paurosi estremamente convincenti.

Immagina problemi, pericoli e situazioni difficili che, nella maggior parte dei casi, non si verificano nemmeno.

“Pensare a fondo alla cosa mi ha portato a realizzare che il peggio, qualunque cosa fosse, poteva essere vissuto. Le cose potevano andare male, ma non sarebbero mai andate così male come sembrava prima che accadessero.”

Stefan Ball

Questa continua elaborazione ci fa consumare tante energie e non ci permette di fare nemmeno un passo.

È come vivere in anticipo qualcosa che forse non accadrà mai, ma che ci sembra così reale da farci provare paura.

“Perché dare spazio e tempo a paure senza nome? Dai loro un nome, attraversale, poi lasciale andare.”  

Stefan Ball

Chi è più semplice, invece, vive nella realtà.

Ci sono persone che, invece di cercare tutte le risposte prima di iniziare, fanno un passo alla volta. Sbagliano, imparano facendo esperienza e scoprono che molte delle paure che avevano immaginato non erano reali.

“Aumentare il livello di sensibilità significa intensificare il dolore, al pari dell’angoscia e della consapevolezza delle nostre emozioni e di quelle degli altri. Se non stiamo attenti, finiamo per caricarci sulle spalle la sofferenza del mondo intero.”

Rosemary Altea

Questo non significa essere superficiali, ma riconoscere quando è la mente a creare scenari che ci allontanano dalla realtà e ci impediscono di vivere il presente con serenità.

Quando impariamo a distinguere i pericoli reali da quelli creati dalla nostra immaginazione, ci sentiamo più liberi. Ed è proprio in quei momenti che possiamo ritrovare calma, fiducia e il coraggio di andare avanti.

“Non ho accettato la parola “paura”. Non volevo associarmi a un concetto così negativo. Ma sto rivalutando il mio rapporto con esso. Essendo più onesto con me stesso e portando alla luce le mie paure, vedo quanto più velocemente e senza dolore posso capire cosa stanno cercando di insegnarmi, imparare da loro, ringraziarle e lasciare che si dissolvano.”

Michael Hillier

Aspen

E’ il rimedio per le paure che non hanno un motivo conosciuto. E’ per l’inspiegabile apprensione o premonizione di “qualcosa” di incombente.

“Nello stato di Aspen c’è un vago terrore, che varia in intensità da un presentimento generalizzato a un estremo terrore tremante. Nello stato di Aspen abbiamo qualcosa di inquietante nel sussurro che sentiamo che qualcosa è terribilmente sbagliato o che qualcosa di terribile potrebbe accadere in qualsiasi momento, ma non possiamo dire di cosa abbiamo paura. La paura di Aspen è il terrore provato al risveglio dopo un incubo. Il sogno stesso e le cose che abbiamo visto in esso sono stati dimenticati, ma la paura rimane. Dobbiamo credere nella bontà essenziale dell’universo. Dobbiamo avere fiducia che qualunque cosa accada ci aiuterà a crescere e non sarà mai più di quanto possiamo affrontare.”

Stefan Ball

Aspen aiuta le persone che vivono questo stato a comprendere a prendere coscienza della propria sensibilità, a considerarle nella giusta prospettiva e a sfruttarla in modo costruttivo.

Aspen – Copyright 2015 © Thebachflowers – Autore del progetto grafico: Alessandro Canu

Aspen

“Paure vaghe, sconosciute, per le quali non si sa dare alcuna spiegazione, né una ragione. Eppure il paziente può essere spaventato dalla sensazione che stia per accadere qualcosa di terribile, ma non sa che cosa. Queste paure vaghe, inspiegabili possono tormentare di notte o di giorno.Chi ne soffre spesso prova timore a parlare agli altri del proprio turbamento.”

Edward Bach, I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941 

“La paura non di ciò che è ma di ciò che potrebbe essere è una di quelle più difficili da curare. Perché è antichissima, primordiale.”

Luca Pani

 “Al di fuori di una poesia, di un quadro, di una metafora, di una architettura o di una musica, la sicurezza si può raggiungere forse solo a costo di una ben precisa limitazione di sé, chiudendosi nel recinto di una porzione di mondo che si conosce e si è scelta, in un ambiente che ci è noto e comprensibile, nel quale sia possibile disporre di sé in modo efficace e immediato. Ma possiamo davvero desiderare una condizione del genere? La nostra sicurezza deve invece in qualche modo trasformarsi in una relazione con il tutto, con il mondo nel suo complesso.”

Rainer Maria Rilke

“Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente è: infinita.”

William Blake

“Solo gli inquieti sanno com’è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza.”

Emily Brontë

 

PHOTO CREDITS: UNSPLASH

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