“Soffermarsi sui traumi, anche intensamente, per un periodo di tempo è assai importante per arrivare alla guarigione. Ma alla fine le ferite devono essere suturate, devono trasformarsi in cicatrici.”
Clarissa Pinkola Estès
Le ferite emotive non sempre nascono da eventi drammatici.
“Dimenticare significa lasciar andare, allentare la presa, in particolare nella memoria. Non insistere nel tenere la questione in primo piano, ma relegarla sullo sfondo, o allontanarla da palcoscenico. La seconda fase consiste nell’astenersi, in particolare nel senso di evitare il castigo e anche di pensarci. E’ estremamente utile esercitarsi in questo ritegno, perché sospinge la questione di un posto definito invece che lasciarla fluttuare ovunque. Astenersi significa avere pazienza, resistere, incanalare l’emozione.”
Clarissa Pinkola Estès
A volte le ferite emotive si formano lentamente attraverso esperienze di trascuratezza, mancanza di ascolto o momenti in cui ci siamo sentiti soli, invisibili o non compresi.
Come per le ferite fisiche si formano cicatrici e corazze emotive nel tentativo di autoproteggerci.
“Perdonare è la decisione conscia di smetterla di nutrire il risentimento, il che implica rimettere un debito e rinunciare alla rappresaglia. Dovete essere voi a decidere quando perdonare e con quale rituale segnare l’evento. Sarete coi a decidere quale debito non dovrà più essere pagato. Oppure lascerete perdere anche se l’altro non ha ancora restituito nulla.”
Clarissa Pinkola Estès
Quando un’esperienza ci colpisce profondamente, la mente cerca di proteggerci creando difese interiori.
Le conseguenze di un trauma non elaborato possono riaffiorare anche a distanza di anni. Alcune situazioni, parole o ricordi possono riattivare il dolore originario, facendoci percepire ancora oggi la sofferenza legata a ciò che abbiamo vissuto. E’ importante però distinguere il presente dal ricordo del trauma originario, cercare le differenze per non colorare troppo intensamente momenti presenti di minore entità.
“Il perdono è un atto creativo. Potete perdonare per ora, per un po’, fino alla prossima volta, perdonare ma non offrire ulteriori possibilità – il gioco cambia se si produce un altro incidente. Potete offrire una sola possibilità, varie possibilità, offrirle soltanto se. Potete dimenticare un’offesa in parte, per metà, o del tutto. Sta a voi decidere.”
Clarissa Pinkola Estès
Il primo passo verso la guarigione consiste nel riconoscere la propria ferita senza negarla o giudicarla.
Accogliere il dolore e concedergli uno spazio di espressione permette di sciogliere gradualmente il peso emotivo che si è accumulato nel tempo. In questo percorso di consolazione dal trauma un passo fondamentale è rappresentato dal perdono.
“Dimenticare è un gesto attivo, non passivo. Significa non sollevare taluni materiali, non continuare a rigirarli, non fomentarsi con pensieri, immagini, emozioni ripetitivi. L’oblio conscio significa volutamente abbandonare la pratica di ossessionarsi, e intenzionalmente allontanarsi e perdere di vista, non guardarsi indietro, vivendo così un paesaggio nuovo, creando una vita nuova e nuove esperienze cui pensare. Questo oblio non annulla la memoria, ma mette a riposo l’emozione che avvolge la memoria.”
Clarissa Pinkola Estès
Perdonare non significa giustificare ciò che è accaduto, né dimenticare il dolore subito, ma scegliere di non restare prigionieri della sofferenza.
Quando lasciamo andare il dolore emotivo, l’energia bloccata dal trauma può tornare a fluire, permettendoci di trasformare la ferita in una maggiore forza interiore e di guardare al futuro con più serenità.
“Come sapere se si è perdonato? Proverete più dispiacere che rabbia, la persona vi farà più pena che rabbia. Comprenderete la sofferenza che ha prodotto l’offesa. Preferirete restarne fuori. Non vi aspetterete nulla. Non vorrete nulla. Nessun laccio stretto ai fianchi vi ritrascina lì. Siete libere di andare.”
Clarissa Pinkola Estès
Star of Bethlehem
E’ il rimedio per chi ha subito un trauma e vive l’angoscia di una cattiva notizia o lo spavento conseguente a un incidente.
Star of Bethlehem neutralizza gli effetti negativi del trauma, conforta e aiuta nel momento del dolore.

Star of Bethlehem
“Per quelli che soffrono molto in condizioni che, per un certo tempo, causano grande infelicità. Lo shock in seguito a gravi notizie, la perdita di una persona cara, o lo spavento dopo un incidente o altro. A coloro che per un certo periodo rifiutano di essere consolati, questo rimedio porta conforto.”
Edward Bach
I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941

“Dal dolore emergono le anime più forti. I caratteri più profondi sono segnati da cicatrici.”
Kahlil Gibran
“Le cicatrici possono essere invisibili, non puoi capirle perché non le vedi. Invisibile può essere un trauma, un lutto, una malattia invisibile. Il dolore è invisibile, perché l’altro non sa che dolore provi.”
Gioia Di Biagio
“Farsi carico delle proprie ferite è un dono permesso a pochi, ma che ti trasforma da dentro facendo uscire una luce che è intrappolata nel profondo di noi.”
Francesca Ollin Vannini
“La ferita è il luogo da cui entra la luce.”
Rumi
PHOTO CREDITS: UNSPLASH








