“Se amando sentite di perdere la vostra libertà, di non avere più spazio per muovervi, quello non è vero amore.”
Thich Nhat Hanh
Chi tende a dare molto,
con troppa attenzione e intensità,
rischia di oltrepassare la misura.
“Se non fai le cose per amore, allora meglio non farle, perché ti peseranno, perché le sentirai come un sacrificare te stesso, e perché poi pretenderai lo stesso anche dagli altri, che sacrifichino la loro felicità per te.”
Roberto Potocniak
Quando si dà troppo, ci si svuota e ci si stanca, e il cuore rischia di appesantirsi di amarezza se gli altri non apprezzano la nostra fatica.
È in questi casi che può nascere il vittimismo, un’ombra che purtroppo oscura la sincera generosità d’animo. L’amore e la cura sono maggiormente efficaci se non sono appesantiti dal bisogno di controllo o dal desiderio di ottenere qualcosa in cambio.
“Niente di troppo”
incisione sul Tempio di Apollo a Delfi
Il concetto inglese di elegant sufficiency, la sufficienza elegante, è quella misura sottile e raffinata che ci permette di riconoscere quando qualcosa è già completo. È il “quanto basta” che nutre senza appesantire, che sostiene senza invadere.
Dare troppo non premia e occorre imparare a dosare la generosità esagerata per evitare che il troppo venga dato per scontato.
“È inutile aspettarsi dagli altri quello che faresti tu. Una volta compreso questo, si vive meglio.”
Marilyn Monroe
La “sufficienza elegante” è presenza: è essere in relazione con ciò che c’è, senza bisogno di forzare, accumulare o perfezionare.
E’ un invito a riconoscere che a volte quello che abbiamo fatto per gli altri è già completo. E’ saper dire “è già abbastanza”, e dare con semplicità e grazia.
“Chi ha fatto del bene agli altri, li ha aiutati e sostenuti, trova che sia ovvio aspettarsi da parte loro un po’ di gratitudine, o almeno la loro approvazione. Si, è normale, ma è meglio non aspettarsi nulla. Chi attende l’approvazione, la riconoscenza entra nel mondo dell’insoddisfazione, dei rimproveri, dei rancori e dei tormenti.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Possiamo imparare a offrire e ricevere con grazia, lasciando spazio agli altri e alla vita di respirare.
L’amore, quando è puro, non misura e trova sempre la sua forma più semplice: quanto basta, ma con tutto il cuore.
“Sei uno di coloro che desiderano ardentemente aiutare il mondo: che vogliono aprire le braccia e benedire tutti quelli che li circondano; ti piacerebbe essere di aiuto, di sostegno, mostrarti compassionevole, ma per qualche ragione le circostanze o la gente ti trattengono? Trovi che invece di aiutare molte persone, come vorresti, sei prigioniero di poche tra loro, in modo che la tua facoltà di donarti pienamente è limitata: stai arrivando a quel punto in cui desideri che “tutti gli uomini abbiano importanza per te, ma nessuno più di un altro”? Allora lo splendido Chicory blu dei campi di grano ti aiuterà a raggiungere la tua libertà, quella libertà tanto necessaria a tutti noi prima di poter servire il mondo.”
Edward Bach – Libera te stesso

Chicory
Le persone Chicory amano proteggere le persone a loro care, tendono a prendersi eccessivamente cura dei propri figli, parenti e amici. Cercano di vivere in prima persona la vita degli altri, poiché pensano di sapere sempre cosa è meglio. Amano sentirsi apprezzati e si sentono feriti ogni volta che le altre persone non tengono in debita considerazione, i loro consigli.
Chicory ci aiuta quando il nostro bisogno di essere amati corrompe il nostro amore per gli altri, così diventiamo avidi di amore e attenzioni. Amiamo ma domandiamo qualcosa indietro, come un dovere, affetto, lealtà e riconoscimento. Per essere desiderati offriamo aiuto in modo insistente e rendiamo difficile agli altri rifiutarlo. Se rifiutano lo chiamiamo ingratitudine.
Lo stato positivo di Chicory permette alle persone di essere presenti al momento del bisogno ma attente a rispettare l’altrui desiderio di libertà e autonomia.









