“L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità.”
Simone Weil
Ascoltare davvero una persona non significa semplicemente rimanere in silenzio mentre parla.
“Quando le persone parlano, ascolta completamente. La maggior parte delle persone non ascolta mai.”
Ernest Hemingway
Quando siamo molto concentrati su noi stessi, il racconto dell’altro diventa facilmente un’occasione per parlare di noi.
Pensiamo di partecipare alla conversazione, ma in realtà aspettiamo soltanto il momento in cui potremo prendere la parola, raccontare la nostra esperienza o esprimere ciò che pensiamo.
“Il modo più semplice e potente per entrare in relazione con un’altra persona è ascoltare. Semplicemente ascoltare.”
Rachel Naomi Remen
Chi sta raccontando qualcosa può avere bisogno semplicemente di uno spazio in cui sentirsi accolto.
Non sempre cerca consigli, confronti o soluzioni. A volte desidera soltanto poter esprimere ciò che sente senza che qualcun altro occupi subito quello spazio con i propri pensieri.
“Il più grande complimento che abbia mai ricevuto è stato quando qualcuno mi ha chiesto che cosa pensassi e ha prestato attenzione alla mia risposta.”
Henry David Thoreau
Ascoltare richiede la capacità di spostare per qualche momento l’attenzione da sé all’altro.
Significa seguire ciò che sta dicendo l’altro senza pensare subito alla risposta, senza interrompere e senza cercare continuamente nella propria vita qualcosa di simile da raccontare.
“La maggior parte delle persone non ascolta con l’intento di capire; ascolta con l’intento di rispondere.”
Stephen R. Covey
Quando questa capacità manca, quando l’ascolto non c’è, si può parlare molto con gli altri senza incontrarli veramente. La conversazione diventa uno scambio di racconti paralleli, nel quale ciascuno cerca soprattutto qualcuno disposto ad ascoltarlo.
Imparare a lasciare spazio all’altro rende invece possibile una relazione più attenta e reciproca.
“Una delle forme più sincere di rispetto consiste nell’ascoltare realmente ciò che un’altra persona ha da dire.”
Bryant H. McGill

HEATHER
Le persone Heather sono immerse nelle proprie vicende e problemi personali e non nutrono un vero interesse per i problemi degli altri. Hanno bisogno di compagnia e si sentono sole quando non c’è nessuno con cui parlare.
A causa della loro eccessiva loquacità e del loro estremo bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione possono diventare dei veri e propri “attaccabottoni” costringendo gli altri alla fuga, con il risultato di rendere ancora più insopportabile la loro solitudine.
Heather aiuta queste persone a distogliere la mente dai loro problemi e a dare meno importanza a sé stessi diventando così bravi ascoltatori e buoni compagni.

Heather
“Quelli che sono sempre alla ricerca della compagnia di chiunque possa mostrarsi disponibile, trovando necessario discutere i propri affari con altri, non importa di chi si tratti. Sono molto infelici se debbono star soli per qualche tempo, breve o lungo che sia.”
Edward Bach
I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941

“La maggior parte delle persone ha paura del silenzio, per cui quando viene meno il rumore continuo, per esempio di una conversazione, bisogna sempre fare, dire, fischiare, cantare, tossire o mormorare qualcosa. Ciò che davvero temiamo è quello che potrebbe provenire dalla nostra interiorità, e cioè tutto quello da cui cerchiamo di tenerci lontani con il rumore.”
Carl Gustav Jung
“La perdita della capacità di ascoltare è figlia della perdita della dimensione del silenzio. L’uomo moderno ha orrore del silenzio. Il silenzio della mente è ormai un’espressione priva di significato. Abbiamo dimenticato l’arte di quietare quell’alveare dalle mille api ronzanti che si annida nella nostra mente.”
Plutarco
“Saper ascoltare è un mezzo di comunicazione e di influenza potente quanto saper parlare.”
John Marshall
“Se gli dei ci hanno dato due orecchie e una bocca sola, diceva un filosofo, un motivo ci sarà. Eppure studiamo come parlare, scrivere, telefonare. E diamo per scontato che per ascoltare basti stare lì. Invece ascoltare è impegnativo. È come volare: bisogna prepararsi, sollevarsi, concentrarsi, spostarsi. E voler cambiare.”
Alessandro Lucchini
PHOTO CREDITS: UNSPLASH







