Impotenza appresa

“La disinformazione sfrutta il funzionamento della rete, sfrutta le debolezze umane e ha un unico obiettivo: provocare in noi una reazione.”

Pierpaolo Salino

A volte non è ciò che viviamo in prima persona a spegnere la speranza,

ma ciò a cui assistiamo ogni giorno senza vedere alcun cambiamento.

“L’esposizione continua a notizie drammatiche produce un effetto paradossale: ciò che dovrebbe sconvolgerci diventa gradualmente familiare. È l’orrore che a forza di essere mostrato si normalizza. Ciò che era inaccettabile diventa parte del paesaggio mentale quotidiano.”

Stefano Manera

L’impotenza appresa è uno stato psicologico in cui la persona smette di reagire, perché arriva a credere che ogni tentativo sia inutile.

Non nasce da una reale incapacità personale, ma da esperienze ripetute, che indeboliscono la fiducia che le nostre azioni possano produrre un effetto concreto sulla realtà.

“Il male viene fatto vedere, ma resta impunito. Questo meccanismo genera quella che in psicologia viene chiamata “impotenza appresa”, ovvero la percezione che le nostre azioni non abbiano alcun effetto sulla realtà. E un’umanità convinta della propria impotenza è un’umanità già sconfitta.” 

Stefano Manera

L’esposizione continua a notizie drammatiche può contribuire a questo stato emotivo.

Quando leggiamo di eventi che ci sconvolgono e che restano sospesi, senza conseguenze chiare o senza un senso di giustizia, ciò che ci ha colpito nel tempo diventa familiare, perché gli eventi eccezionali si trasformano in uno sfondo abituale.

“L’esposizione continua all’orrore può essere letta come una forma di un vero e proprio rituale negativo: veniamo costretti a guardare, a sapere, a essere testimoni impotenti, ma senza la possibilità di agire, di vedere giustizia, di ottenere riparazione.”

Stefano Manera

La disinformazione e le cattive notizie si nutrono dei nostri stati d’animo per continuare a diffondersi. Questo può generare col tempo una forma di assuefazione emotiva, perché il nostro sistema interiore cerca di proteggersi dall’eccesso di tensione.

Può emergere un senso di inutilità: continuare a vedere, leggere, sapere, ma allo stesso tempo capire di non poter fare nulla di fronte a queste notizie e sfide che sembrano essere più grandi di noi.

“È un’esposizione forzata che ci coinvolge emotivamente, senza darci alcun potere. Il risultato non è la catarsi liberatoria, quella che si ottiene quando il male viene punito, ma uno stato permanente di frustrazione, rabbia impotente e cinismo. Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma non cambia nulla.”

Stefano Manera

Riconoscere questo meccanismo è un primo passo importante.

Occorre proteggere la propria attenzione, scegliere con cura a quando e quanto esporsi per mantenere un rapporto equilibrato con le informazioni e non lasciarsi contaminare dallimpotenza indotta.

Creare uno spazio in cui è possibile agire può restituirci la speranza e ricordarci che non siamo solo spettatori passivi della realtà.

“Un’umanità convinta della propria impotenza è un’umanità già sconfitta. L’antidoto a questo veleno è il risveglio, privilegio di pochi. Non si tratta di negare il male o di distogliere lo sguardo, ma di acquisire la capacità di vedere il veleno per quello che è, di non ingerirlo, di non lasciarsi contaminare dall’impotenza indotta.”

Stefano Manera

Image courtesy of The Bach Centre

 GORSE

Gorse ridona la speranza e l’ottimismo a chi è diventato completamente pessimista.

Coloro che vivono lo stato Gorse hanno perso tutte le speranze di sentirsi nuovamente felici o che possa esserci un cambiamento positivo nella loro situazione. Se malate, le persone Gorse sentono che non potranno mai stare meglio e quindi non hanno fiducia nelle cure.  Possono arrivare addirittura a non tentare nemmeno di curarsi poiché non credono vi sia possibilità di guarigione e se lo fanno è solo per accontentare parenti ed amici.

Gorse – Copyright 2015 © Thebachflowers – Autore del progetto grafico: Alessandro Canu

Gorse

“Profonda perdita di speranza, queste persone non credono sia possibile fare ancora qualcosa per loro. O perché si lasciano convincere o per compiacere gli altri possono provare diverse cure, al tempo stesso affermando convinti a coloro che sono vicini che non vi è molta speranza di trarne beneficio.”

Edward Bach

I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941

 

“Per favore, non preoccupatevi tanto. Perché alla fine, a nessuno di noi è dato soggiornare a lungo su questa Terra. La vita è fugace e se per caso sarete in difficoltà, alzate lo sguardo al cielo d’estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata. Quando una stella cadente sfreccerà nell’oscurità della notte, trasformando la notte in giorno con il suo bagliore, esprimete un desiderio e pensate a me. Fate che la vostra vita sia spettacolare. Io so di averlo fatto.”

 Robin Williams

“On-life è un neologismo che unisce le parole on-line e life/vita e sta a indicare quanto la nostra quotidianità sia ormai caratterizzata dalla connessione costante a Internet. Mentre passeggiamo, mentre svolgiamo le nostre attività di tutti i giorni, attraverso i nostri smartphone inviamo e riceviamo contenuti digitali sotto forma di messaggi di testo, audio, video. In questo mare di contenuti digitali circolano anche le fake news.”

Pierpaolo Salino

“Per cattive compagnie non mi riferisco solo a gente cattiva, viziosa o distruttiva;  di quelle si dovrebbe evitare la compagnia perché la loro influenza è velenosa e deprimente. Mi riferisco soprattutto alla compagnia di persone amorfe, di gente la cui anima è morta, sebbene il corpo sia vivo;  di gente i cui pensieri e la cui conversazione sono banali; che chiacchiera anziché parlare, e che esprime opinioni a cliché invece di pensare”.

Erich Fromm

“Vivere la vita è come fare un grosso girotondo
C’è il momento di stare su e quello di cadere giù nel fondo
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
E sarai l’uomo più forte del mondo.”

Mannarino

PHOTO CREDITS: UNSPLASH

 

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