“Ciclicamente l’angoscia e il tormento per il passato insorgono nella psiche. Se una depurazione in profondità elimina in gran parte la ferita arcaica e la rabbia, un residuo resta sempre. Ma dovrebbe lasciare una cenere lievissima e non un fuoco famelico. Conservare la vecchia rabbia oltre il tempo della sua utilità significa portarsi dentro un’ansia costante, seppure inconscia.”
Clarissa Pinkola Estès
Spesso usiamo il risentimento come prova del fatto che siamo stati danneggiati.
“Trattenere un rancore è costantemente associato a esiti negativi per la salute mentale e fisica.”
Lybi Ma
Con il passare degli anni non è soltanto il tempo a lasciare il segno.
Chi conserva a lungo il ricordo delle delusioni e delle ingiustizie spesso porta con sé un peso invisibile, che si riflette nel benessere generale.
“Trattenere un rancore è spesso, in parte, un tentativo di ottenere quel conforto e quella compassione che non si sono ricevuti nel passato.”
Gary Drevitch
Alcune persone rimangono legate per anni a ciò che è accaduto, ripercorrono mentalmente situazioni che hanno provocato sofferenza.
Quando il senso di ingiustizia continua a occupare spazio nella mente, diventa difficile dedicare energie al presente.
“I rancori avvelenano il pozzo del discorso sociale e fomentano conflitti di lunga durata.”
Nigel Barber
Il cervello non distingue sempre tra un evento realmente in corso e uno che viene rivissuto intensamente attraverso il ricordo.
Ripensare continuamente a un torto subito mantiene l’organismo in uno stato di continua tensione e si tende a rivivere la propria storia attraverso ciò che si è perso o subito. Questo sguardo rivolto al passato può rendere più difficile riconoscere ciò che di buono è presente nella propria vita presente.
“Nutrendo la collera ci chiudiamo in una stanza piena di risentimento per il resto dei nostri giorni. Non è il modo di vivere, neanche a intermittenza. Porgere l’altra guancia, ovvero tacere di fronte all’ingiustizia o ai maltrattamenti è cosa da soppesare con estrema cura. Occorre intraprendere l’azione giusta, e la collera passerà, e la vostra vita si arricchirà di una creatività nuova.”
Clarissa Pinkola Estès
Accettare che alcune cose non possano essere cambiate libera energie mentali ed emotive, che possono essere investite nel presente.
Lasciare andare non significa negare ciò che è accaduto o giustificare un comportamento scorretto. Significa smettere di permettere a quell’episodio di continuare a influenzare il proprio benessere e compiere l’azione giusta che potrà permettere la guarigione dal risentimento.
“L’offesa o il risentimento che naturalmente sentiamo per vari aspetti della vita e della cultura sono esacerbati da ripetute mancanze di rispetto, dai tormenti dalle negligenze, o dalla forte ambiguità di cui si è state vittime nell’infanzia. La persona così ferita viene sensibilizzata e utilizza tutte le sue difese per evitare quei mali.”
Clarissa Pinkola Estès

Willow
Questo rimedio aiuta coloro che hanno vissuto qualche disgrazia o subito un torto e per questo si sentono risentiti ed amareggiati.
Si soffermano sull’accaduto e non riescono ad accettarlo divenendo così introversi e pieni di autocommiserazione. Trovano difficile liberarsi da questa visione negativa che li spinge a disinteressarsi delle cose che prima facevano con gioia.
Willow scioglie il risentimento e restituisce la gioia di vivere.

Willow
“Per quelli che hanno sofferto avversità o sventure e trovano difficile accettarle senza lamentele o risentimento, poiché giudicano la vita soprattutto in funzione del successo. Sentono di non aver meritato una prova tanto grande, che è stato ingiusto, e ne sono amareggiati. Spesso provano minor interesse e sono meno attivi in ciò da cui un tempo traevano piacere.”
Edward Bach
I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941
“Togliti tutto questo peso dal petto. Quelle parole amare che hai continuato a ingoiare ti stanno avvelenando dall’interno. Oggi, dì la verità difficile. Non per ferire gli altri, ma perché il tuo silenzio è diventato una prigione. Ciò che temi di perdere parlando è già perso nel tuo silenzio.”
Rob Brezsny
“Subire non è meglio di reagire. Non si esce dal conflitto subendo un’altra persona e nemmeno prevaricando, ma togliendo energia dalla situazione. Te ne vai anche psichicamente, se sei costretto a stare lì non ci sei più. Non sei interessato alla violenza, non vuoi diventare uno spadaccino.”
Mauro Scardovelli
“Il risentimento è una malattia dell’anima che avvelena la vita di chi non sa perdonare. Questo sentimento è figlio dell’odio e dell’ira e ha come sorelle la gelosia e l’invidia.”
Gianfranco Ravasi
“Ho scoperto che i muri non servono se non a perpetuare il dolore di una distanza vissuta come mortale. Ho compreso come il dolore sia trasformativo se si attraversa, se lo si accoglie dentro per trasformare la nostra percezione di noi stessi e della vita intera.
Francesca Ollin Vannini
PHOTO CREDITS: UNSPLASH








