Il mancato riconoscimento

“E’ peggio restare nel luogo cui non si appartiene che vagare sperduti, alla ricerca dell’affinità di cui si ha bisogno.

Clarissa Pinkola Estés

Il riconoscimento emotivo è un bisogno umano fondamentale.

“Nei secoli è stato provato che essere diversi significa restare ai margini, essere praticamente certi di dare un contributo originale, utile e magnifico, alla cultura.”  

Clarissa Pinkola Estés

Sentirsi visti, accolti e considerati contribuisce a formare la fiducia in noi stessi.

Quando questo riconoscimento manca, soprattutto nelle relazioni importanti, può nascere un senso profondo di inadeguatezza.

“Quando andate alla ricerca di una guida, non state ad ascoltare le persone dal cuore piccolino. Siate gentili, aiutatele, coccolatele, ma non seguite i loro consigli.”

Clarissa Pinkola Estés

Spesso questa ferita nasce nell’infanzia, il periodo in cui abbiamo più bisogno di amore, approvazione e rassicurazione.

Se siamo stati ignorati, poco valorizzati o costantemente confrontati con gli altri si formano cicatrici che si fanno sentire anche in età adulta. Chi vive il mancato riconoscimento può avere la sensazione che il proprio impegno, la propria sensibilità o il proprio valore non vengano mai riconosciuti.

“L’anatroccolo non è brutto, semplicemente non è come gli altri. Lui ha il cuore spezzato, perché i suoi lo rifiutano. Il gatto arruffato e la gallina strabica trovano stupide e insensate le aspirazioni dell’anatroccolo. Chi si aspetta che a un gatto piaccia l’acqua? E a una gallina nuotare? Ovviamente nessuno. E se per esempio, essendo un cigno allevato dal popolo dei topi, dovessi far finta di essere un topo, camminare come un topo, parlare come un topo e invece emetti solo grida stridule? Non saresti forse la creatura più infelice del mondo?”

Clarissa Pinkola Estés

La storia del “brutto anatroccolo” rappresenta bene questa esperienza emotiva. L’anatroccolo viene giudicato e rifiutato semplicemente perché diverso.

Nasce un profondo senso di inferiorità, che lo fa sentire fuori posto e così si allontana. E’ capitato nel posto sbagliato, ma per fortuna alla fine del racconto i cigni riconoscono nell’anatroccolo uno di loro, prima ancora che egli se ne accorga, e lo accolgono.

Se avete tentato di adattarvi a uno stampo e non ci siete riusciti, probabilmente avete avuto fortuna. Potete essere in esilio, ma vi siete protetti l’anima. L’esiliato è allontanato, e nel contempo sospinto proprio nelle braccia della sua pelle vera e psichica, di qualunque cosa si tratti: uno studio, una forma d’arte, un gruppo di persone.”

Clarissa Pinkola Estés

A un certo punto può diventare necessario prendere le distanze da relazioni che feriscono o svalutano.

Allontanarsi non significa rifiutare gli altri, ma proteggere il proprio equilibrio emotivo. Cercare relazioni sane, basate sul rispetto, aiuta a smettere di rincorrere l’approvazione esterna e a riscoprire il proprio valore, anche quando gli altri non sono stati capaci di riconoscerlo.

 “Il mancato riconoscimento non è una punizione: è un meccanismo di risveglio. L’anima che non viene vista, accettata, valorizzata, è costretta a riconoscersi da sola. Senza specchi, senza appoggi, senza aiuti e senza incoraggiamenti. Così nasce la sua autonomia interiore, la sua auto-esistenza spirituale. E in questa solitudine apparente, l’anima sviluppa il più grande dei doni: la memoria di sé, il ricordo chi si è sempre stati.”

Mikhael Germain Di Mattia

Larch

Questo rimedio ridona la fiducia a chi non ha sufficiente autostima, è convinto in cuor suo di essere destinato a fallire e non osa nemmeno tentare. In questo modo si lascia sfuggire preziose opportunità che la vita gli offre.

Larch sviluppa la capacità di agire senza preoccuparsi dell’esito poiché si è in grado di prendere l’iniziativa ed accettare eventuali rischi.

Larch – Copyright 2015 © Thebachflowers – Autore del progetto grafico: Alessandro Canu

Larch

“Per quelli che non considerano se stessi abili o capaci quanto chi sta loro intorno, sono convinti di fallire, di non avere mai successo, e così non fanno neppure un tentativo, o non lo fanno con sufficiente convinzione.”

Edward Bach

I dodici guaritori e altri rimedi, Edizione definitiva 1941

 

“L’uomo non è una specie; ogni uomo è unico. Non è mai esistito un individuo come te prima d’ora e non esisterà mai. Sei del tutto unico, questo è il tuo privilegio, la tua prerogativa, la benedizione della vita: ti ha fatto unico.”

Osho

“Tutta la vita cerchiamo uno sguardo. Quello che da bambini non abbiamo ricevuto. Quello che avrebbe dovuto dirci: “Ti vedo. Esisti. Sei importante per me.” Quando quello sguardo manca, qualcosa si spezza.”

Chiara Pica

“Quando capirai che ogni critica è carica di storia personale, inizierai a capire che ogni giudizio è una confessione…. Ogni tanto è utile ricordarlo.”

Francesca Ollin Vannini

“Perché vi paragonate a qualcun altro? Se non vi paragonerete a un altro sarete quel che veramente siete.”

Krishnamurti

PHOTO CREDITS: UNSPLASH

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