Macigni sul cuore

“Abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia le idee di cui viviamo

così come la malattia di cui moriremo.”

Marcel Proust

Sono chiamate “pecore nere” tutti coloro che hanno valori diversi, diverse credenze rispetto agli altri membri della famiglia o della comunità in cui vivono.

Vogliono dare un senso alla loro vita totalmente differente dal resto dei familiari e sono i primi a vivere esperienze nuove, non tramandate fino a quel momento e a lanciarsi in ambiti sconosciuti.

Coloro che sono chiamate “Pecore Nere” della famiglia sono in realtà cercatori di cammini di liberazione per l’albero genealogico. Quei membri dell’albero che non si adattano alle norme o alle tradizioni del Sistema Familiare, coloro che fin da piccoli cercano costantemente di rivoluzionare le credenze, andando contromano ai cammini segnati dalle tradizioni familiari, quelli criticati, giudicati e anche rifiutati, loro, generalmente sono chiamati a liberare l’albero dalla storie che si ripetono e frustrano generazioni intere…

Bert Hellinger

Sono criticati,  perché  le loro scelte e il loro stile di vita vengono considerati troppo “originali”.

Sono gli artisti in famiglie di matematici, gli atei in famiglie di credenti, ma anche all’opposto persone molto spirituali in famiglie agnostiche oppure persone molto concrete in famiglie di intellettuali.

Portando idee e valori nuovi nella famiglia le “pecore nere” svolgono il difficile compito di sciogliere antichi schemi e blocchi che si tramandano anche da più generazioni.

L’influenza del clan a cui appartengono può essere molto forte e fin da piccoli il conflitto tra il volere della famiglia e le loro ambizioni può creare loro sofferenze e sensi di colpa.

 “Mentre lavoravo al mio albero genealogico, ho capito la strana comunanza di destino che mi lega ai miei antenati. Ho fortemente il sentimento di essere sotto l’influenza di cose o problemi che furono lasciati incompleti o senza risposta dai miei genitori, dai miei nonni, dai miei bisnonni e dai miei antenati.

Carl Gustav Jung

I sensi di colpa sono come macigni che pesano sul nostro cuore per avere tradito le nostre credenze o quelle tramandate dalla nostra famiglia, ma spesso azioni imperdonabili agli occhi degli altri sono indispensabili alla nostra crescita.

Le “Pecore Nere”, quelle che non si adattano, quelle che gridano ribellione, loro riparano, disintossicano e creano un nuovo e fiorente ramo nell’albero genealogico. “ 

Bert Hellinger

Image courtesy of The Bach Centre

Pine

E’ il rimedio per il senso di colpa, per chi si addossa la colpa di terribili errori.

Le persone in stato Pine a volte, anche se un errore è commesso da altri, arrivano ad attribuirsene la responsabilità o chiedono sempre scusa di tutto. Qualche volta possono addirittura arrivare a sentirsi in colpa per il solo fatto di vivere.  

Pine aiuta a liberarsi dal peso causato dal senso di colpa, a saper valutare realisticamente e ad accettare in modo più equilibrato le proprie responsabilità considerando che anche gli altri sbagliano.

La descrizione del Dr Bach:

“Per coloro che si biasimano. Anche quando hanno successo pensano che avrebbero potuto fare meglio e non sono mai soddisfatti dei propri sforzi né dei risultati ottenuti. Lavorano duramente e soffrono molto degli sbagli che essi si attribuiscono. A volte si prendono persino la responsabilità di errori commessi da altri.”

“La capacità umana di provare senso di colpa è tale che le persone riescono sempre trovare il modo di incolpare se stesse.”

Stephen Hawking

“Non c’è problema così terribile a cui non si possa aggiungere un po’ di senso di colpa per renderlo ancora peggiore.”

Bill Watterson

“Cura la tua “unicità” come il fiore più prezioso dell’albero.

Sei il sogno realizzato di tutti i tuoi antenati.”

Bert Hellinger

 “E’ strano il modo in cui una persona che vuole trovarti colpevole può iniziare a farti credere nel tuo senso di colpa, anche quando sai che sei innocente.”

S.J. Parris

There are 4 comments.

  1. Io sono una PECORA NERA!

  2. Sempre un piacere immenso leggerti, sei parte della mia domenica, grazie

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